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Simona Baseggio

Comprendere la Capitalizzazione delle Spese di Ricerca e Sviluppo: Valore dell’Errore e Cultura del Fallimento

Scopri l'importanza della capitalizzazione delle spese di ricerca e sviluppo, il valore degli errori e la cultura del fallimento nel mondo dell'innovazione.

Il mondo dell’innovazione è ricco di sfide, soprattutto quando si tratta di ricerca e sviluppo. In questo contesto, un aspetto fondamentale è la capitalizzazione delle spese di ricerca e sviluppo. Comprendere i principi contabili alla base di questo processo può essere prezioso per interpretare il valore dell’errore e la cultura del fallimento.

Il nostro punto di riferimento è il principio contabile nazionale OIC 24, che ci offre una chiara distinzione tra ricerca di base e sviluppo.

La ricerca di base è quell’attività pianificata che mira ad acquisire nuova conoscenza tecnica o scientifica, con l’obiettivo di accrescere la cultura generale del mondo scientifico. Questo tipo di ricerca non ha un obiettivo di sviluppo di un progetto specifico e, di conseguenza, i costi sostenuti non sono capitalizzabili, ma devono rimanere nel nostro esercizio finanziario.

Invece, i costi di sviluppo, che riguardano finalità più specifiche e mirano a realizzare un progetto già pensato e preordinato, possono essere capitalizzati se soddisfano tre requisiti.

  1. Primo, devono riguardare un progetto specifico e devono essere esattamente individuabili e misurabili. Possono includere costi non solo di materiale, ma anche i costi di stipendi delle persone che lavorano al progetto, ammortamenti dei macchinari che riguardano il progetto, o le spese dell’affitto del locale che si usa per sviluppare quel determinato progetto.
  2. Secondo, i progetti devono essere realizzabili sia dal punto di vista tecnico che finanziario. L’impresa deve poter dimostrare di avere la capacità di portare a termine il progetto.
  3. Terzo, i costi devono essere recuperabili. Ci deve essere una ragionevole certezza che i ricavi che ne deriveranno copriranno almeno i costi sostenuti.

Ora, c’è una convinzione comune che i costi associati a un esperimento o tentativo che ha avuto successo possono essere capitalizzati, mentre quelli associati a un tentativo che non ha portato un risultato positivo non possono essere capitalizzati. Questa convinzione deriva dal fatto che sembra che solo il successo crei valore. Tuttavia, voglio smentire questa convinzione e fare riferimento alla cultura dell’errore che permea il campo dell’innovazione.

Sbagliare un tentativo ha un valore. Per renderlo capitalizzabile, dobbiamo dimostrare che ha un valore economico. Questo significa che anche se un tentativo non ha portato a un risultato tangibile, se crediamo ancora che possiamo raggiungere l’obiettivo e che tutto lo sforzo sarà ripagato dai risultati futuri, allora quegli errori sono serviti a rendere il prossimo tentativo di successo più probabile.

Innovare senza sbagliare è quasi impossibile. Quindi, quegli errori fanno parte del processo produttivo, e per poter gestire al meglio la capitalizzazione delle spese di ricerca e sviluppo, è essenziale che ci sia un allineamento tra l’ambito dell’innovazione e l’ambito contabile. È importante non solo guardare ai risultati tangibili di un progetto, ma anche considerare il valore intrinseco degli errori commessi durante il processo di sviluppo. Questi errori, infatti, sono parte integrante del percorso di innovazione, e il loro valore economico non dovrebbe essere sottovalutato.

Inoltre, è fondamentale mettere in evidenza che la capitalizzazione non riguarda solo i costi direttamente correlati all’innovazione, ma può includere anche una porzione di costi generali se questi possono essere accuratamente attribuiti al progetto. Ad esempio, se siamo in grado di quantificare esattamente quanto dell’energia elettrica consumata è stata utilizzata per il progetto, allora questo costo può essere capitalizzato. Se, tuttavia, non siamo in grado di misurare con precisione tale costo, non dovrebbe essere capitalizzato.

Inoltre, per poter capitalizzare i costi di ricerca e sviluppo, è necessario che il progetto sia realizzabile, sia dal punto di vista tecnico che finanziario. L’azienda deve essere in grado di dimostrare di avere le risorse necessarie per portare a termine il progetto. Inoltre, è necessario che ci sia una ragionevole certezza che i costi siano recuperabili, cioè che i ricavi futuri saranno sufficienti a coprire almeno i costi sostenuti.

Infine, ma non meno importante, è importante sottolineare il ruolo cruciale della determinazione e della convinzione nell’innovazione. Anche se un progetto può incontrare numerose difficoltà e ostacoli lungo il percorso, la fiducia nel suo successo finale può essere un fattore determinante per la sua realizzazione. Se l’innovatore è convinto del successo del progetto e riesce a convincere anche l’ambiente circostante, compresi gli investitori, allora c’è una buona probabilità che il progetto sarà realizzato e che i costi sostenuti potranno essere capitalizzati.

In conclusione, le scelte di bilancio in merito alla capitalizzazione delle spese di ricerca e sviluppo richiedono una comprensione approfondita non solo dei principi contabili, ma anche della natura stessa dell’innovazione. Gli errori non dovrebbero essere visti come fallimenti, ma come parte integrante del processo di innovazione e, come tali, dovrebbero essere considerati nel calcolo dei costi del progetto. Solo con una tale comprensione, si può sperare di gestire efficacemente le spese di ricerca e sviluppo e di capitalizzarle in modo appropriato.

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Chi Sono

simona baseggio

Sono una Commercialista specializzata in difesa fiscale e finanza agevolata. Credo nel difendere i contribuenti e nel facilitare l’accesso ai fondi europei. Valuto l’efficacia della comunicazione e cerco l’equilibrio nella vita.

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