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Simona Baseggio

Cosa fare se il cliente non ha soldi per pagare un accertamento?

Cosa fare quando un cliente non può pagare un accertamento fiscale? Questo articolo offre strategie utili, compreso il pagamento rateizzato delle sanzioni, per gestire tale situazione.

È mai capitato che un tuo cliente riceva un atto tributario che gli contesta imposte da pagare e nel merito del quale ha palesemente torto e non c’è possibilità di difenderlo? E che. Per giunta, lui ti dica: non ho soldi per pagare!! Se la risposta è sì, allora questo articolo è per te.

Quando riceviamo un atto di accertamento che stabilisce alcune imposte, lo stesso atto deve, pena la nullità, includere le sanzioni collegate a queste imposte. Nel caso in cui decidessimo di accettare l’atto e pagare quanto dovuto nei 60 giorni successivi, avremmo diritto a una riduzione di queste sanzioni.

Ora, potrebbe capitare che il contribuente voglia contestare le imposte, ma sapendo già che perderemo (vogliamo fare un’impugnazione al sol fine di “mandarla per le lunghe” e avere più tempo per pagare) saremmo propensi a definire le sanzioni in via agevolata. Questa è una strategia che può essere utile in alcuni casi.

Personalmente, ho seguito questa strategia solo una volta. Di norma, se decido di impugnare un atto, lo faccio con l’intento di vincere, e quindi contesto la totalità della pretesa. Tuttavia, ci sono situazioni in cui può essere utile definire le sanzioni in via agevolata e contestare solo le imposte.

È importante comunque ricordare che, se si perde la controversia, si rischiano comunque le spese legali. Pertanto, questa strategia dovrebbe essere considerata solo dopo un’analisi accurata della situazione.

Nel caso in cui il contribuente non abbia i fondi per pagare neanche le sanzioni in via agevolata, esiste un’ulteriore possibilità: definire le sanzioni in via agevolata e pagarle a rate. Questa opzione, prevista dall’articolo 24, comma 2, della legge 472/97, permette di diluire il pagamento delle sanzioni in un massimo di 30 rate mensili.

Per accedere a questa opzione, è necessario dimostrare che il contribuente si trova in condizioni economiche disagiate. In tal caso, l’ufficio che ha applicato la sanzione può concedere, su richiesta del contribuente, il pagamento dilazionato delle sanzioni.

Una volta che le sanzioni sono state definite in via agevolata e il piano di pagamento è stato stabilito, il contribuente può impugnare le imposte nei 60 gg canonici (o 150 se siamo in una procedura di accertamento con adesione). Questo permette al contribuente di procedere con la controversia, pur avendo una certa flessibilità nel pagamento delle sanzioni.

Questa strategia può essere particolarmente utile in quelle commissioni che fissano le udienze molto alla lunga. Potrebbe anche essere possibile ottenere un provvedimento di sospensione dell’esecutività, almeno per un certo periodo di tempo.

In conclusione, affrontare una controversia tributaria può essere un processo complicato e stressante. Tuttavia, conoscere le varie opzioni a tua disposizione può aiutarti a gestire al meglio la situazione.

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Chi Sono

simona baseggio

Sono una Commercialista specializzata in difesa fiscale e finanza agevolata. Credo nel difendere i contribuenti e nel facilitare l’accesso ai fondi europei. Valuto l’efficacia della comunicazione e cerco l’equilibrio nella vita.

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