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Simona Baseggio

La notifica dell’atto di accertamento spedito dal Comune per posta… una questione cruciale.

Approfondisci le questioni giuridiche legate alla notifica degli atti di accertamento da parte dei Comuni. Un'analisi dettagliata delle leggi e delle possibili strategie di ricorso.

Ho deciso di realizzare questo articolo sul mio blog per affrontare un punto importante prima di abbandonare la mia battaglia: la notifica degli atti di accertamento emessi dagli enti locali. Questo argomento merita un’attenzione particolare a causa di una costante giurisprudenza che ci contraddice quando tentiamo di contestare un atto per mancata o errata notifica.

Spesso, gli enti locali inviano questi atti direttamente ai destinatari tramite raccomandata, senza l’intervento di un messo notificatore. In questi casi, non c’è una relata di notifica compilata dal messo, ma un semplice invio postale senza la firma di un notificatore. Personalmente, ritengo questa prassi sbagliata e continuo a insistere su questo punto, nonostante le difficoltà.

Voglio cristallizzare la mia posizione su questa questione. In seguito, voi potrete decidere se includere questa argomentazione nei vostri ricorsi (decisione che dipende da varie analisi, non semplicemente dalla bontà dei nostri ragionamenti sul singolo motivo).

Per me, è fondamentale analizzare la legge e comprendere realmente ciò che dice.

In particolare, mi riferisco all’articolo 296 della Legge Finanziaria del 2006, dai commi 158 a 161. L’equivoco, come mi piace chiamarlo, nasce dal comma 161, che afferma che gli enti locali, per i tributi di propria competenza, procedono all’accertamento notificando al contribuente un avviso motivato anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento.

Tuttavia, il termine “notificare” non è sinonimo di “spedire”. Quando la legge menziona la notifica “a mezzo posta”, intendo che ci deve essere un messo notificatore per rendere legale l’atto, anche se si utilizza il servizio postale. Il comune non può agire come un notificatore.

Se leggiamo i commi 158, 159 e 160, troviamo ulteriori conferme di ciò. Questi commi parlano dei messi notificatori del comune. Il comma 158 stabilisce che il dirigente dell’ufficio competente può nominare uno o più messi notificatori. Il comma 159 prosegue, specificando che i messi notificatori possono essere nominati tra i dipendenti dell’ente locale.

Il comma 160, probabilmente il più importante, dice che il messo notificatore esercita le sue funzioni sul territorio dell’ente locale che lo ha nominato e non può farsi sostituire da altri soggetti. Se la legge dice che il messo notificatore non può essere sostituito, allora come può essere escluso del tutto? Non avrebbe senso.

Dopo aver letto e analizzato i commi 158, 159 e 160, è chiaro che quando il comma 161 afferma che gli enti locali possono notificare un avviso anche tramite il servizio postale, si riferisce a un messo notificatore che prende l’accertamento e lo consegna di persona o, se necessario, lo invia attraverso il servizio postale. Non vedo altro modo di interpretare la legge…

Cosa significa tutto questo per i contribuenti e per chi impugna gli atti? Significa che se l’atto di accertamento non è stato notificato correttamente, ad esempio se è stato spedito per posta senza l’intervento di un messo notificatore, potrebbe essere impugnato con successo.

Io sono una grande sostenitrice delle questioni pregiudiziali, o delle regole del processo. Un processo senza regole sarebbe un disastro. Per i dubbiosi, ho anche realizzato un articolo sull’importanza delle pregiudiziali, che vi invito ad andare a leggere, soprattutto se siete “puristi” della difesa tributaria, coloro che impugnano solo sul merito perché credono che impugnare su una pregiudiziale non sia moralmente corretto.

In conclusione, le questioni procedurali, come la notifica degli atti di accertamento, possono avere un impatto significativo sui ricorsi tributari. Vale la pena di approfondire queste questioni e, se necessario, di contestare la validità degli atti di accertamento sulla base di irregolarità nella notifica. Nonostante la giurisprudenza contraria, continuo a credere che questa sia una battaglia degna di essere combattuta.

Nella speranza che un giorno vincerà le controversie chi ha “ragione”, nel frattempo, vi auguro “buona fortuna” con i vostri ricorsi!

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Chi Sono

simona baseggio

Sono una Commercialista specializzata in difesa fiscale e finanza agevolata. Credo nel difendere i contribuenti e nel facilitare l’accesso ai fondi europei. Valuto l’efficacia della comunicazione e cerco l’equilibrio nella vita.

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