Simona Baseggio

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NFT e beni fisici: problematiche giuridiche e soluzioni possibili

Esplora le sfide giuridiche e le possibili soluzioni nell'intersezione tra NFT e beni fisici nel mondo blockchain. Un'analisi approfondita dell'innovazione e delle implicazioni legali.

Nell’attuale ecosistema digitale, l’intersezione tra blockchain e beni fisici ha creato una nuova categoria di asset digitali – gli NFT (Non Fungible Tokens) – in questo caso legati a prodotti fisici. Tuttavia, questa innovazione ha sollevato una serie di problemi legali che meritano una discussione approfondita.

Per comprendere queste sfide, immaginiamo un esempio: una foto di un quadro viene trasformata in un NFT e caricata sulla blockchain. Questi NFT sono unici e non modificabili, permettendo di tracciare la proprietà dell’opera d’arte. Tuttavia, l’acquisto di questo NFT non equivale all’acquisto del quadro fisico, ma solo della sua immagine.

A complicare ulteriormente le cose, alcuni stanno cercando di collegare gli NFT ai beni fisici attraverso smart contracts che contengono un certificato di proprietà. In teoria, acquistando l’NFT, si diventerebbe automaticamente proprietari del bene fisico corrispondente. Tuttavia, questo solleva la questione delle possibili frodi, poiché qualcuno potrebbe vendere l’NFT del bene fisico a una persona e il bene fisico stesso a un’altra.

In Italia, la legge ha già fornito una soluzione a questa questione. Il diritto civile italiano, infatti, contempla la “regola del possessore in buona fede” (articoli 1153 e seguenti del Codice Civile). Questa regola stabilisce che se un bene viene acquistato da una persona che non era il proprietario, ma l’acquirente credeva in buona fede di acquistarlo dal legittimo proprietario, allora l’acquirente diventa proprietario del bene a condizione che ne abbia acquisito il possesso.

Applicando questa regola agli NFT, se un bene fisico viene venduto separatamente dall’NFT a cui è collegato, l’acquirente del bene fisico diventerebbe il suo proprietario, purché fosse convinto che la vendita fosse legittima. Questo potrebbe creare una serie di questioni legali, tra cui richieste di risarcimento e responsabilità.

L’articolo 1154 del Codice Civile, inoltre, esclude la buona fede se l’acquirente è a conoscenza di una provenienza illecita del bene.

La pratica di collegare gli NFT a beni fisici sta prendendo piede. Una soluzione futura potrebbe prevedere l’assegnazione di un segno distintivo immutabile ai beni fisici collegati a un NFT. In questo modo, se un bene fisico presenta questo simbolo, si saprebbe che è collegato a un NFT sulla blockchain. Alternativamente, potrebbe essere sviluppato un sistema per verificare facilmente se un bene fisico è collegato a un NFT o meno.

Questa sorta di “marchio” sui beni fisici potrebbe prevenire la comparsa di problemi legati alla buona fede, poiché sarebbe immediatamente evidente se un bene è associato a un NFT (escludendo la possibilità di non essere stati in grado di campirlo). Tuttavia, anche questo sistema avrebbe bisogno di una regolamentazione e di meccanismi di controllo per garantire che il simbolo non venga usato in modo fraudolento.

Inoltre, va notato che le regole che abbiamo discusso si applicano principalmente a beni mobili. Per beni immobili, la questione diventa molto più complessa e potrebbe richiedere ulteriori riflessioni e regolamentazioni. L’aspetto positivo è che questi problemi non sono nuovi per il diritto, e lo stesso principio della buona fede ha sempre trovato applicazione nelle transazioni immobiliari.

Un’altra considerazione importante riguarda il futuro degli NFT collegati a beni fisici. Con l’avvento di macchine e dispositivi IoT (Internet of Things), si prevede un aumento di NFT collegati a questi tipi di beni. Questi “smart assets” possono avere caratteristiche diverse rispetto ai beni fisici tradizionali, e potrebbero quindi richiedere una riconsiderazione delle regole attuali.

Infine, è essenziale ricordare che la tecnologia blockchain e gli NFT stanno ancora evolvendo. Man mano che si sviluppano, è probabile che emergeranno nuove sfide e opportunità. Sarà interessante vedere come il diritto si adatterà a queste nuove realtà.

In conclusione, gli NFT collegati a beni fisici rappresentano un’innovazione interessante ma complessa nel mondo della blockchain.

Possono esistere soluzioni che possano essere adottate per garantire transazioni sicure e legali?

Mentre ci muoviamo verso un futuro sempre più digitalizzato, sarà fondamentale continuare a esplorare e adattare le nostre leggi per tener passo con queste nuove tecnologie.

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Chi Sono

simona baseggio

Sono una Commercialista specializzata in difesa fiscale e finanza agevolata. Credo nel difendere i contribuenti e nel facilitare l’accesso ai fondi europei. Valuto l’efficacia della comunicazione e cerco l’equilibrio nella vita.

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