Simona Baseggio

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Prove Illegittimamente Acquisite in Diritto Tributario: Cosa Devi Sapere

Voglio approfondire con voi un tema cruciale in ambito di diritto tributario: le prove illegittimamente acquisite. Queste sono tutte quelle prove che, durante una verifica fiscale della Guardia di Finanza o durante un controllo dell’Agenzia delle Entrate, vengono acquisite in violazione di qualche normativa.

Il problema sorge in quanto non esiste una previsione normativa specifica nel diritto tributario riguardo alla conseguenza di prove acquisite in modo illegittimo, come avviene invece nel processo civile e penale. Questa lacuna normativa ci costringe a cercare di capire se possiamo rifarci alla procedura civile o penale, o se dobbiamo basarci sui principi generali dell’ordinamento e sui principi costituzionali.

Un primo punto da sottolineare è la distinzione tra prove illecite, che impattano su principi di rango costituzionale o che costituiscono fattispecie di reato, e prove illecite o irrituali, che violano una qualche norma procedurale ma non sono così gravi.

Le conseguenze delle prove illegittimamente acquisite sono oggetto di dibattito. Esistono tre posizioni principali:

1. La prima sostiene che, in seguito a prove acquisite in modo illecito, si dovrebbe annullare anche l’atto che ne deriva, secondo il principio di invalidità derivata comune nel diritto amministrativo. Se la prova è illegittima, quindi, l’atto che ne deriva (ad esempio, l’atto di accertamento successivo al verbale della Guardia di Finanza) dovrebbe essere nullo.

2. La seconda posizione cerca di salvaguardare l’atto, ma ritiene che la prova acquisita in modo illegittimo non possa essere utilizzata. Di conseguenza, l’atto dovrebbe essere riletto alla luce della non ammissibilità di queste prove. Se l’atto risulta privo di una motivazione adeguata, si potrebbe considerare nullo.

3. Infine, la terza posizione difende il principio del “male captum bene retentum” (il male preso bene trattenuto). Secondo questa prospettiva, la verità dal punto di vista tributario è un obiettivo da perseguire che ha un interesse sovraordinato alla protezione di alcuni diritti soggettivi. Quindi, le prove acquisite in modo illegittimo resterebbero valide ai fini del giudizio tributario, mentre le conseguenze della loro illiceità verrebbero affrontate su altri piani.

Ciascuna di queste posizioni ha i suoi sostenitori e critici. Ad esempio, la terza posizione è criticata perché andrebbe a ledere dei diritti senza prevedere una conseguenza adeguata. D’altra parte, una delle sentenze più importanti in materia, la 16424 del 2002, sostiene la prima posizione, cioè quella dell’invalidità derivata.

Un ultimo punto da considerare è il ruolo del comportamento del contribuente. Se, ad esempio, un accesso avviene in violazione delle necessarie autorizzazioni per entrare nella casa di abitazione del contribuente, la questione che si pone è se l’atteggiamento del contribuente possa influire sulla decisione di utilizzare o meno tali prove. In altre parole, se il contribuente non si oppone all’accesso, possiamo interpretare questo come un consenso e quindi considerare meno grave la violazione?

Secondo la giurisprudenza, esiste una differenza tra un consenso manifesto e la semplice non opposizione all’azione del verificatore. È pacificamente accettato che la non opposizione non equivale a un consenso, considerando anche i potenziali fattori psicologici che potrebbero rendere il contribuente inerte in tali situazioni.

In conclusione, il tema delle prove illegittimamente acquisite nel diritto tributario è complesso e presenta diverse sfaccettature. Le tre possibili conseguenze previste dalla giurisprudenza – l’annullamento dell’atto, la rilettura dell’atto alla luce della non ammissibilità delle prove, o la validità delle prove a fini tributari – sono molto diverse tra loro e ciascuna presenta argomenti sia a favore che contro.

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Chi Sono

simona baseggio

Sono una Commercialista specializzata in difesa fiscale e finanza agevolata. Credo nel difendere i contribuenti e nel facilitare l’accesso ai fondi europei. Valuto l’efficacia della comunicazione e cerco l’equilibrio nella vita.

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